gennaio 29, 2020     |
@ La posta degli amici

(1) Come stimolo per un anno migliore ho scritto questa storia per i QDR

 

ALTRA DIMENSIONE

Un gruppo di amici non sopportava la società dove vivevano.

Ingiustizie, soprusi, tirannia, erano ormai all’ordine del giorno, non riuscivano più sopportarle.

Maturò cosi la ferma idea di abbandonare quella società e quel modo di vivere.

Decisero quindi di partire. Fissarono l’ora e il luogo dove radunarsi.

Domani sera al calar del buio, alla fermata dell’autobus.

Saliremo sull’autobus, senza dare nell’occhio, poi scenderemo e scompariremo per sempre.

Ci siamo è arrivata l’ora.

Arriva l’autobus e tutti salgono. Iniziamo a tirare un sospiro di sollievo.

Sembra che fino a qui sia andato tutto bene. Ma non siamo tranquilli.

Osserviamo in silenzio gli altri passeggeri e l’autista. C’è qualcosa di strano nei loro sguardi.

Alle seguenti fermate salgono altre persone.

No, decisamente c’è qualcosa che non va. Poi in un attimo comprendiamo.

L’autista e gli altri passeggeri sono uomini del regime.  Non sappiamo come, ma hanno capito le nostre intenzioni di fuga ed ora tentano di fermarci.

Nasce immediatamente una colluttazione, lottiamo accanitamente per difenderci, spuntano delle armi. L’autista cerca di dirottare altrove il bus.

Cerchiamo di impedirlo. Riusciamo a sostituirci all’autista. Scopriamo di essere inseguiti da auto del regime. Nel bus si continua a lottare.

Riusciamo ad avere la meglio sui passeggeri, dichiaratamente ormai uomini del regime.

Ora è inseguimento, bus e auto del regime.

Ci stanno bloccando, non abbiamo più vie di fuga.

Ultimo tentativo disperato. Puntiamo ad un portone di un palazzo.

Un attimo prima dell’impatto, il portone si apre e noi ci ritroviamo di fronte ad un portellone aperto di una nave.

Mentre saliamo sulla nave, il portone del palazzo si chiude e lascia per sempre dietro di noi il regime dal quale cercavamo di fuggire.

Siamo salvi. Finalmente possiamo iniziare una nuova vita in un mondo diverso.

Un’altra dimensione, parallela a quella da dove siamo fuggiti.

Sopra il vecchio mondo e il regime.

Sotto, esattamente capovolto, il mondo che cercavamo, fatto di giustizia, onestà, serenità.

Passa il tempo, non sappiamo esattamente quanto. La nostra comunità prospera. Si sono formate famiglie. E’ esattamente quello che avevamo sempre sognato.

Ogni tanto pensiamo al mondo che avevamo lasciato. Cosa ne è stato di quei nostri amici che non hanno avuto il coraggio di partire? E tutti gli altri?

Lentamente si fa largo nelle nostre coscienze, la voglia di provare a fare qualcosa per loro.

Noi siamo fuggiti, non abbiamo avuto il coraggio di restare e lottare.

Arriviamo inevitabilmente alla decisione di ritornare e lottare per loro.

Non senza un pizzico di nostalgia, ci lasciamo alle spalle questo mondo sicuro e cercato con tanta determinazione.

Siamo tornati, e lentamente ci dirigiamo a quella fermata dell’autobus, da dove tutto cominciò.

E chi ti incontriamo?  Paolo Citti.

“Che ci fai qui?” Chiediamo noi.

“Come va ragazzi? Volevo venire con voi, ma sono arrivato tardi all’appuntamento, e voi eravate già andati via”.

“Come va qui ora?”

“Un po' meglio. La vostra fuga ha messo in apprensione il regime, e per evitare nuovi tentativi di fuga, hanno iniziato a concedere qualche spazio in più”.

“E come è andata a voi? Ve la siete spassata?”

“Non ci è andata poi così male”

“Siamo tornati per provare a costruire in questo mondo, quello che siamo riusciti a costruire nell’altro.”

“Vedrai che questa volta ci riusciremo”. Lamberto QDR

 

# Ricorderemo volentieri

ROMANO DI LOMBARDIA - 26 GENNAIO

NOVE QDR NELLA BERGAMASCA

Per ciò che riguarda Romano di Lombardia ... Il percorso direi più che dignitoso anzi piacevole la parte lungo il fiume Serio. Un plauso all'organizzazione sempre gentili e disponibili. I ristori abbastanza forniti e soprattutto all'arrivo abbondanti panini alla mortadella. Molto bella la parte iniziale attorno ad una città a torto poco conosciuta. Direi che val la pena tornarci il prossimo anno. Fabio QDR

Manu e Maria hanno realizzato un nuovo primato ... 31 km. senza mai smettere di chiacchierare! Speriamo di correre di nuovo insieme a breve ... altrimenti dobbiamo allungare i km. - Grazie a te, amica mia che chiacchierata ci siamo fatti senza rendercene conto abbiamo finito i 31 km. Manu & Maria QDR

Ringrazio i ragazzi di Romano per avermi aspettato (I carabinieri oggi mi attendevano davanti all'autovelox per controllare se ero veramente sveglio). Mattinata, per me, cominciata un po' "maluccio" ma con la vostra compagnia nei primi km alla fine sono stati 20 km. davvero felici. Alessio E. QDR

 

SANNAZZARO DE' BURGONDI - 26 GENNAIO

GRUPPETTO DI QDR NELLA BASSA PAVESE

In preparazione ... QDR
Leggi anche Il nostro pensiero 2020 Renato QDR

 

CORNATE D'ADDA - 19 GENNAIO

UN ALTRO GRANDE GRUPPO DI QDR, QUESTA VOLTA SULL'ADDA

La sveglia che suona 1 ora prima rispetto alla sveglia lavorativa ma chissà perché questa sveglia non pesa per nulla ... ancora ignara di quel che stava per accadermi mi butto addosso la roba preparata con cura la sera prima per non perdere tempo, borsa in spalla, chiavi della macchina e si vaaaaa ... ma ... dove ho parcheggiato la macchina??? Un’espressione di sconforto si impossessa di me ... la mia macchina è davanti alla mia palestra dove l’ho abbandonata ieri ... e quindi è esattamente a 2 km da casa ... 4 imprecazioni ma cerco di prenderla con il giusto spirito e tra 4 passi di corsa e 4 di cammino inizio il “riscaldamento” ... che ricordo dicano “sia molto importante e parte integrante dell’allenamento” e oggi mi sento molto diligente e me lo faccio tutto!! Raggiungo l’auto, salgo con cuore in gola e pulsazioni a 1000, imposto il navigatore e ... sbaglio le impostazioni ... mi trovo in tangenziale la famigerata tangenziale che chi mi conosce sa bene quali problemi mi causi, in compagnia di tutti i santi del calendario decido di affrontarla, cosa che coscientemente non avrei mai fatto ma diciamo che anche questo fa parte di un “riscaldamento” per altri obbiettivi ... Stanca, sudata, a tratti stremata più per la tangenziale che per la corsa/riscaldamento con trasporto borsa, sempre piena come se dovessi lasciare il paese (utile per le prossime Spartan), abbandono l’auto in una stradina di campagna insieme ad altre decine di persone ... mi avvio alla partenza e penso “cosa mi manca da fare ora?” Ah si devo correre solo per 28 km ... ma vi dico una cosa ... 28 km sono tanti, faticosi da morire, sembrano a tratti infiniti ma se la compagnia è quella giusta riesci anche a sopravvivere e a sorridere tra storie raccontate, segreti svelati, speranze che restano e respiri profondi!! Grazie QDR Manuela S. QDR

Parliamo di Cornate D'Adda. Come sempre in questa stagione, la  sveglia è molto prima del sorgere del sole. Passaggio veloce a prendere Manuela e Simona, poi velocemente da Fabio. Cambio d'auto e via verso Cornate D'Adda. L'ottima conoscenza del luogo da parte di Fabio, ci permette di parcheggiare comodamente vicino alla partenza. Un folto gruppo di QDR ci attente. Saluti baci e abbracci e finalmente la foto di rito. Partiamo e nel giro di qualche km si formano i vari gruppetti. Mi ritrovo con Renato, e due Manuele, nelle vesti di Manuela e Manuela Bis. Tutti e tre, ad eccezione di Renato, siamo pronti e decisi ad affrontare il percorso lungo di 28 km. Con la calma che contraddistingue il Duca, iniziamo a macinare i km. In più occasioni ci attendono le avanguardie QDR. Al Santuario della Rocchetta il gruppo si ricompatta. poi lentamente torna a sgranarsi, come è giusto che sia, ognuno con il suo passo. Al bivio per i 21 ci saluta Renato, a nulla sono valsi i nostri tentativi di portarlo sui 28. Restiamo in pochi, Emilio, Fabio, Livio,le e due Manuele  e il  sottoscritto. Uniti da un invisibile elastico, procediamo fino al ristoro del 15 km, famoso per essere su un barcone. Ristoro fatale al Duca perché subito dopo entra in riserva. Mal digerisce, il Duca, biscuits and a cup of tea. Questo malessere fa si che lentamente perde di vista gli altri QDR. I patimenti durano fino al seguente ristoro, poi finalmente il Duca ritrova il passo e lentamente con caparbietà, arriva alla fine. Il cervello era tarato per 28 km e l'obbiettivo, nonostante le difficoltà, è stato raggiunto. Manuela e Manuela Bis, che volevano far i loro 28 in compagnia del Duca, hanno giustamente continuato con il loro passo fino al termine. Brave, continuate così e l'obbiettivo maratona sarà alla vostra portata. Alla prossima. Un abbraccio. Lamberto QDR

Corri con Energia, è il nome le han dato. Secondo me dovevano chiamarla Corri e Basta. Eh sì, perché di quella "grandezza fisica che misura la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro, a prescindere dal fatto che tale lavoro sia o possa essere effettivamente svolto" quel giorno ne ero totalmente priva. Sarà che mia principale motivatrice di questo inizio anno si era probabilmente data alla macchia, sarà che l'inverno mi ha impigrito più della sua odiosa collega dove tutti sono contenti di sudare in costume, sarà che le mie "notti bianche" stanno moltiplicandosi a vista d'occhio e vent'anni sono passati già da tempo e sarà pure che avevo voglia di non assumermi alcuna responsabilità della mia camminata più lenta del secolo, questa corsa è stata la corsa della calma apparente e del fai un po' come ti pare. Ma come avrei potuto rinunciare a lei e vedere tanta acqua tutta insieme che scorreva accanto miei piedi ricordandomi quel mare blu che tanto mi manca? Trovato il nome giusto, la corsa dell'acqua ... bello no? E se correndo correndo capiterà di scontrarsi col sig. Edison ... allora sì che l'Energia si impossesserà del mondo. Emilia QDR
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BERGAMO - 12 GENNAIO

GRANDE GRUPPO DI QDR A BERGAMO DE OTA E DE URA

Ed ora narriamo di Bergamo. Ci si  muove molto prima dell'alba. Si passa prima da Manu  Sara e Simona, poi da Fabio, oggi appiedato. Formato il gruppo, l'auto prende la direzione di Bergamo. Elencare i componenti lo squadrone QDR di oggi, è come leggere l'elenco telefonico della SIP. Assolti i consueti rituali di baci, abbracci e foto, finalmente si parte. I QDR lentamente si snocciolano nei primi km in Bergamo bassa. Si ricomporranno in parte al primo ristoro. Anche qui abbondano le foto, complice il panorama e il sole che comincia a farsi vedere. Si formano poi vari gruppi e gruppetti e il Duca resta in compagnia di Renato. Più volte, nei km seguenti, complice il panorama che oggi ci affascina particolarmente, i vari gruppetti si ricompongono e si separano, come attirati da un invisibile elastico. Sempre in compagnia di Renato, si prosegue, consapevoli di avere in avanguardia e retroguardia i QDR. Poi quando tutto sembra scorrere tranquillamente ecco l'episodio che ti cambia la giornata. Vediamo un gruppo di runner fermi vicino ad una scalinata. Altri che li superano e iniziano a scendere. Noi a ruota li seguiamo. Vediamo runner e tapascioni, davanti e dietro a noi che continuano a correre e camminare in discesa. Strano percorso. Il dubbio di aver sbagliato ci è venuto, ma ... possibile che tutti questi abbiano sbagliato percorso? Al termine della lunga discesa ci ritroviamo su una strada provinciale e li capiamo di aver sbagliato. Ma ci sono sempre tanti runner che arrivano dietro a noi. Chiediamo ad alcuni e questi candidamente ed anche un po' infastiditi, ci dicono che stanno correndo per i fatti loro. Consapevoli ormai di aver sbagliato percorso, chiediamo informazioni e poi lentamente ci riportiamo al ristoro. Da li alla fine è ormai questione di pochi km. Alla fine il taccuino dice 22. All'arrivo i QDR rimasti si sprecano in commenti che scivolano sulla nostra dura scorza. Bella domenica e splendida compagnia. Lamberto QDR

Domenica di amici, magliette rosse, sorrisi, orsacchiotti. E qualche parolaccia in bergamasco su per le salite di Città Alta.  Che non sembra, ma abbiamo corso per diciannove chilometri (qualcuno anche di più). Franca QDR

Se vi è mai capitato di vedere "Che Dio ci aiuti" vi ricorderete benissimo le peripezie di Suor Costanza alla guida del suo furgoncino blu e dei suoi indisciplinati passeggeri. Eccoci noi, dentro al telefilm; alla guida un esperto Antonio che distratto continuamente dalle chiacchiere di due iperattivi corridori in trasferta alla non ancora alba di una domenica mattina, rischiava di portarci tutti dall'altra parte dello stivale, non che la cosa potesse dispiacermi se non fosse che ad aspettarci c'era lei Franca, abituata sì a vagar di notte per le città, ma meglio recuperarla in tempo, la luna era ancora piena e il congelamento in agguato. Ristabilito un po' l'ordine, ripartiamo appiccicati, non per il sudore, quello verrà dopo, ma per il cambio repentino da autovettura a "trasporto pericoloso", tanto da sigillare persino le uscite di sicurezza. In qualche modo arriviamo a destinazione e dopo la necessaria operazione di decompressione andiamo verso la partenza dove troviamo altri che come noi hanno viaggiato su strade che come noi. E poi la vedo, sorridente e carica che mi fa quasi più paura dei km tutti in salita, paura che si rivelerà fondata. I primi metri si rivelano tranquilli, anzi i primi centimetri. Non ci resta che provare a non respirare e tenere un po' di ossigeno di scorta ma rischiamo la tipica colorazione bluastra, perciò decidiamo di fare sul serio, più o meno. Corriamo camminiamo, facciamo foto così come capita giusto per crearci un alibi, noi eravamo lì davvero. Gianni ci fa da battistrada e da Cicerone insieme, fino a che un salitone davanti a noi brutto, ma proprio brutto ci aspetta. Pericolo superato, ri camminiamo, ri corriamo e sorridiamo ad ogni passo in più, chissà dove sarà il primo ristoro, le gambe chiedono aiuto. Arriva il test più difficile, interrogazione a sorpresa, ne azzecco una su tre, wow ... ma qualche libro in più oggi non avrebbe fatto male. Quasi finito, ci sarebbe una piccola deviazione ma non si fa, uffa però. Non posso neppure insistere troppo, mi ha già aspettato. Ci accorgiamo di essere tornate nel mondo reale e soprattutto "piatto", facciamo un ultimo sprint, non sembra vero, siamo prime fra tanti. Ci facciamo i complimenti a vicenda con premio finale e ristoro alla marmellata. Aspettiamo il resto del gruppo che piano piano si ricompatta..scherzavo, ne manca qualcuno, ma questa è un'altra storia. Dimenticavo Rocco Schiavone ... grazie Alessio! Emilia QDR

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CREMA - 5 GENNAIO

BEL GRUPPO DI QDR A CREMA

5 Gennaio 2020 ... brr... fa impressione solo scriverlo ... Prima corsa dell'anno. Dal finestrino il cielo si tinge di rosso, un'alba soffice inizia a farsi strada lasciando indietro un'altra notte di sogni interrotti e quasi dimenticati. Sonno e veglia accompagnano il mio sguardo sulla stella più luminosa del mattino mentre penso alla bella passeggiata che ci attende. Campagne imbiancate da una fresca brina invernale, sole che attraverso foglie schiacciate e apparentemente inutili riflette i colori come sulla tavolozza di un pittore alle prime armi. Lo scenario è perfetto, il relax assicurato, ancora per poco. Ignari di cosa ci aspetta cominciamo a camminare negli ultimi scampoli di festa prima che le befane irrompano sul nostro percorso portando via tutto. Ma ecco che l'incantesimo sta ugualmente per svanire, niente più sorrisi, niente più luce, tutto scompare in un soffio. Le nostre scarpette piano piano si trasformano in piccoli carri armati, la strada si restringe e la paura incombe ... Inizia ciò che era sempre stato l'obiettivo iniziale conosciuto e custodito solo da Sara e Renato. Ha inizio una marcia famigerata senza fiato, senza tregua, ti controllano. Passi piccoli e lenti, non ti puoi fermare, devi concentrati e respirare, il freddo ci divora ma loro non vogliono scuse. Sempre avanti, uno due, uno due, ti concedono solo un sorso di the insapore e un tozzo di pane avanzato.. quasi ti strozzi ma la via è lunga ... aumentano ancora il passo, guai a proferir parola ... ti scappa la pipì e hai moccolo a naso ... Ora si corre, c'è il ghiaccio, devi solo andare avanti, ma non provare a scivolare che ti becchi due giri in più. Lo sguardo appannato, le gambe distrutte, il fumo dei comignoli, il profumo di pane appena sfornato, brusio di voci e poi finalmente il cronometro si blocca, stop. Siamo arrivati, abbiamo superato tutti gli ostacoli, il cu*o è diventato sodo, forse ... Emilia QDR

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