maggio 19, 2022     |
Maratone 2022

 

 

20 FEBBRAIO 2022 - WHITE MARBLE MARATHON

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
337 COSTETTI ANDREA
SM45 G.d.F. QDR 4.13.33 P.B.

 

WHITE MARBLE MARATHON

 

(1) Spettacolo ... Quando non programmi una gara ti iscrivi a distanza di una settimana e fai il tuo miglior tempo!!  Andrea QDR


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13 MARZO 2022 - BAM BRESCIA MARATHON

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
709 CASELLI GRAZIANO
SM65 QDR 5.07.09
586 MAGNANI EMILIO SM60 QDR 6.47.26 - walk
Pettorale MEZZA MARATONA      
3219 BRANCAGLION MARCO SM60 QDR 1.50.33

 

BAM BRESCIA MARATHON

 

(1) STORIA DI UNA MARATONA "DIVERSAMENTE CORSA"

L'ultima mia maratona risale a dicembre 2019 a Reggio Emilia, ma mi ero già iscritto a Brescia 2020, Barchi-Fano 2020 e Cortina Dobbiaco 2020, stavo ancora bene anche se i miei tempi in maratona erano già alti ma andava bene cosi ... poi arrivò la pandemia, il maledetto COVID, e tutto si bloccò ...

Nel 2021 ripresero le gare ma optai per rimandare Brescia al 2022 in quanto la data di fine maggio non mi piaceva, Barchi-Fano venne ancora rinviata e rimandai anche la Cortina-Dobbiaco spostata a settembre ma con la possibilità di correrla nel 2022. Andai avanti a correre nel frattempo ma affrontando distanze corte, poco entusiasmo e stimolo dovuto anche dalla mancanza delle nostre amate tapasciate, poi a ottobre subenta un problema fisico, problema all'anca sx, che iniziai ad affrontare prima con visite ed esami radiologici fino ad arrivare a un massaggiatore fisioterapista che adagio adagio ha iniziato a rimettermi "in dima". Di fatto ho ricominciato a corricchiare al 31/12/21. Quindi per il 13/3 data della Brescia Marathon era impensabile preparare una maratona anche consapevole che, ancora in "manutenzione e tagliando" non avrei potuto fare miracoli e poi magari avrei anche potuto peggiorare la mia situazione che nel frattempo stava migliorando gradualmente.

Allora con lo stimolo dell'iscrizione alla 100 giorni iniziata a capodanno, ho iniziato a camminare, corricchiare e facendo cammino e corsa impostando una sorta di metodo Galloway di 500+1500. L'impegno di uscire tutti i giorni mi ha stimolato e ho iniziato ad aumentare i km in tutti e tre i modi. Passavo dalle camminate di 4/8 km ai 15 km, dalle corricchiate fino a 15 km e ad un misto oltre i 20 km. Poi un bel giorno ho provato a fare una 30 km con 500+1500 e una camminata di buon passo fino a 43 km, da casa mia alla Certosa di Pavia A/R, e per entrambi i lunghissimi ho avuto buone sensazioni. Quindi ho trascorso l'ultima settimana con il dubbio su quale modo avrei dovuto optare ... consapevole di evitare di fare stupidate ma con la voglia e l'entusiasmo di partecipare mi sono accontentato nel scegliere la camminata ritenendola la meno dannosa.

A Brescia c'è Marco B. che correrà la mezza maratona e poi poco prima si è iscritto anche il mitiko Graziano in maratona. Marco si offre di ritirarci i pettorali in quanto sul posto già il sabato mentre Graziano ed io arriviamo al mattino ma grazie al favore del buon Marco ci ritroviamo avvantaggiati ... ci incotriamo e riusciamo a fare una foto insieme ... rivedrò Marco in corsa al mio 7° km nel punto dove lui al 13° era già già in discesa verso il traguardo della mezza.

Graziano ed io ci salutiamo nella gabbia di partenza, lui inizia a correre ed io a camminare ... dopo circa 800 m. i mezzi maratoneti e i maratoneti sono già spariti e mi trovo solo sul percorso ... al cartello del primo km non vedo più nessuno ... ahh ahhh da una parte inquietante, dall'altra la consapevolezza che non sarebbe stata comunque una passeggiata. Ero preparato a questo e serenamente passo dopo passo vedo che il passo è già più veloce della mia 43 km di dieci giorni fa. Immaginando che non avrei trovato ristori mi sono portato un piccolo zainetto con barrette, banane e integratori ma dopo il quinto km trovo il primo ristoro con dell'acqua, proseguo e come detto prima circa al settimo incrocio Marco sulla mezza; agli incroci mi chiedono in tanti ... ma la fai camminado? ma sei l'ultimo? gli altri sono ben avanti ... e io rispondo di si e poi dico ad alcuni ... stamattina avevano tutti una gran fretta, sono scappati tutti via ... ahh ahh .... arrivo dopo il decimo km e vedo che stanno già sbaraccando il ristoro, sento uno che grida vedendomi arrivare ... ma c'è ancora un concorrente ... tutti si fanno in quattro per prendere i bicchieri e versarmi l'acqua ... volevano darmi due bottiglie da 1,5 l ... ahh ahhh - proseguo e mi passa un furgone, si ferma, scende un tipo e toglie il cartello del km 12 ... io un po' preoccupato gli chiedo ... ma state già togliendo tutto? ed io come faccio ad avere i riferimenti? Ma il percorso poi è ben segnato? (non troppo, in precedenza ho avuto un paio di dubbi sulla strada da prendere ...) lui mi risponde che ha queste disposizioni dall'organizzazione ma che avrebbe provato a contattarli per avvertire che un concorrente era ancora sul tragitto.

Infatti poco dopo vedo una moto della Polizia Municipale venirmi incontro e Silvia, la simpaticissima vigilessa, mi chiede conferma se io fossi l'ultimo concorrente ... penso proprio di si le rispondo ... allora ti scorterò fino al traguardo! Ma io ho ancora più 4 ore di cammino le rispondo, vai a pranzo, l'importante che il percorso sia ben segnato ... Non importa, devo scortare l'ultimo concorrente. Cammino e chiacchiero con Silvia, ci conosciamo e ci raccontiamo un po' di cose mentre il mio passo non molla un attimo ... trovo acqua al 15° km con tantissimi ad aspettarmi (naturalmente i tavoli dei ristori non ci sono più ... ma l'acqua si ... e sarà così fino al km 40) ma la cosa più simpatica di oggi è il tipo del furgone di prima, mitiko Fabio che mi dice sorridendo ... quando passi il km tolgo il cartello ... fantastico, faccio amicizia anche lui, diventa un gioco ... io passo, lui chiede posso? Io rispondo ... anche quello puoi caricarlo sul camion ... grande Fabio, faremo una foto insieme al cartello del km 32, bellissima, sarà un bel ricordo.

Cambia il motocicilsta, Silvia sostituita da un vigile ... pensavo di avere avuto una allucinazione, un colpo nel cambio di sesso sulla moto ahh ahhh ... passo il ristoro del km 20, supero la mezza maratona con il tipo della TDS che mi fa passare e smantella tutto in una frazione di secondo, proseguo sempre di buon passo e vedo che riesco a mantenere una buona media ancora migliore di quella prevista ... cambio moto e mi ritrovo Silvia al mio fianco, ci facciamo una risata per il cambio precedente e arrivo al ristoro al sottopassaggio dove oltre all'acqua c'è anche un bel the caldo, riparto in leggera salita e arrivo alla rotonda della Volta (mi giro e faccio un saluto alla mia mamma che riposa in quel cimitero dal lontano 1983 ... sono di Milano ma tutti i miei parenti sono di Brescia) ... mi si affianca il pulmino dei ritirati e ridendo l'autista mi chiede se voglio un passaggio ... Nooooo, piuttosto salgo in moto con Silvia ahh ahhh ... passo un altro ristoro sulla ciclabile dove ritiro una bottiglietta e poi arrivo al ristoro del km 30 dove ci sono ancora i tavoli, trovo un gruppo di volontari simpaticissimi che mi offrono acqua, the e gel ... fantastico ... poi via subito e al cartello del km 31 dico a Fabio ... al 32 prima che togli facciamo una foto ricordo insieme! ... passa anche quello, mi trovo sul vialone dove a sinistra c'era la mitika pizzeria Wuhrer (quante volte ci sono stato da piccolo con i miei zii e cugini) e si arriva in centro tra un zig zag e l'altro. Cambia il motociclista che mi avvisa che potrà scortarmi solo fino alla 14.15 (fine tempo delle 6 ore) ma tra una vietta e l'altra accedo alla pagina web della BAM dove visualizzo la mappa con il percorso in modo da non perdermi nell'ultimo tratto ... rivedo Silvia con altri colleghi ad un incrocio e il gentilissimo vigile, pur passata l'ora mi scorta fino all'incrocio di via Costalunga e ringraziandolo ci salutiamo. Nel frattempo al telefono con il mio amico Graziano che ha già brillantemente concluso la maratona gli chiedo di ritirarmi la medaglia perchè ho paura di non trovare più nessuno all'arrivo e dopo qualche minuto mi richiama dicendo che gli hanno consegnato la mia medaglia, evvai, qualche zig zag ancora tra case limitrofe a via Costalunga e arrivo al ristoro del km 40 dove due ragazze simpaticissime mi danno dell'acqua, proseguo, manca poco, ma il passo è sempre ottimo ... arrivo al cartello del km 41 dove saluto e ringrazio il mitiko Fabio, ancora due curve ed eccomi sul viale Europa che sembra non finire mai.

Vedo Graziano che mi viene incontro ma cerco di non perdere il passo che mantengo fino ai pali dove c'era l'arrivo ormai smantellato ... E' finita, fermo il mio GPS che segna 6:47:26 senza interruzioni e senza pause ... Graziano mi consegna la medaglia e sono contento ... mi sarebbe molto dispiaciuto non averla ... del tempo ufficiale TDS, di non essere entrato in classifica, del non diploma ... importa poco, l'importante è aver comunque onorato questa maratona con il mio arrivo.

E' stata comunque una bella esperienza anche se non c'entra nulla con la vera maratona, quella maratona che va fatta correndo come ho fatto nelle precedenti 38 competizioni, dove qualche tratto di camminata ci sta soprattutto nei momenti critici ... ma ripeto, sono contento di avere provato anche questo!

Ringrazio prima di tutto Marco e il grande Graziano che mi ha assistito "in tutta la giornata", ringrazio l'organizzazione nei suoi volontari, gli alpini e tutto coloro che ai ristori mi hanno accolto e quasi coccolato e poi un grande saluto a Silvia la vigilessa motociclista (se qualcuno leggendo la riconosce me la saluti) agli altri vigili motociclisti e al mitiko Fabio ancora un grande abbraccio virtuale dopo quello vero che ci siamo scambiati all'ultimo 41° kmEmilio QDR


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27 MARZO 2022 - TREVISO MARATHON

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
386 TROGLIO DARIO
SM55 QDR 5.20.37

 

TREVISO MARATHON

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3 APRILE 2022 - MILANO MARATHON

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
772 TROGLIO DARIO
SM55 QDR 4.42.58
626 BRANCAGLION MARCO SM60 QDR 5.06.31
5701 CASELLI GRAZIANO SM65 QDR 5.06.00
6393 NESPOLI FABIO MASSIMILIANO SM55 QDR 5.50.56
6508 DRAGO MICHELA SF55 QDR 5.50.56
5073 GIACALONE DANIELE SM50 QDR&Friends 3.27.59

STAFFETTE VARIE

DOMENICO SIGNORA, PIZZOCRI GRETA, CARCACI GIANLUCA, LUNINI MARCO, SERRA ALESSANDRO

 

MILANO MARATHON

 

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3 APRILE 2022 - RUSSI MARATONA DEL LAMONE

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
363 CAVANINI MAURO
SM55 QDR 4.29.58

 

RUSSI MARATONA DEL LAMONE

 

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3 APRILE 2022 - LAKE GARDA MARATHON

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
M891 COSTETTI ANDREA
SM45 G.d.F. QDR 4.00.31 P.B.

 

LAKE GARDA MARATHON

 

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1° MAGGIO 2022 - DEL RISO LA MARATONA

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
168 COSTETTI ANDREA
SM45 G.d.F. QDR 4.31.22
Pettorale MEZZA MARATONA      
526 MELONI ALESSANDRA SF QDR 2.36.50

 

MARATONA DEL RISO


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8 MAGGIO 2022 - COLLEMAR-ATHON

 

Pettorale
MARATONA
Cat.
Gruppo
Real time
552 CASELLI GRAZIANO
SM65 QDR N.C. (20 km)
545 BOINEGA LAMBERTO
SM65 QDR 5.28.59
32 MAGNANI EMILIO SM60 QDR 5.57.16
38 PERINI CARLO
SM65 QDR&Friends 3.53.19
44 ZAVELANI ROSSI M. BEATRICE SF55 QDR&Friends 4.36.31

 

COLLEMAR-ATHON

 

(1) MEMORIE DI UN MARATONETA. BARCHI-FANO

Una domenica mattina di molto tempo fa, fui svegliato da un curioso festoso frastuono e chiacchiericcio. Mi alzai e andai alla finestra a vedere di cosa si trattasse. Erano un gran numero di podisti che allegramente stavano correndo.

Mi alzai e scesi in strada per indagare. Scoprii che era in corso la maratona di Cesano Boscone. Sempre più incuriosito domandai da dove erano partiti, dove transitavano e dove sarebbero arrivati. Poi assistetti distrattamente all’arrivo di questi strani esseri e me ne tornai a casa. L’anno seguente, scoprii per tempo, la data ed il programma e decisi di assistere alla partenza, seguii con curiosità l’arrivo e pensai “L’anno prossimo voglio provare a seguirli in bicicletta”. Così feci e l’anno seguente, studiato il percorso, mi appostai in alcuni punti strategici e al loro passaggio, con le dovute distanze, iniziai a seguirli. Il tutto durò credo una quindicina di km circa, poi abbandonai. La fatica che feci nel seguirli e il fiatone che avevo mi fecero sentenziare “questi sono matti, mai e poi mai farei una cosa simile”. Passarono gli anni e la curiosità per questi “matti” svanì. Coltivavo altre passioni, il calcio, amatoriale, con decenti soddisfazioni. Gli anni passano e la carta d’identità inizia a presentarti il conto. Dal campo alla panchina il passo è breve. Nel contempo le maratone diventano sempre più popolari e la curiosità per le corse si riaccende. D’altronde se voglio continuare   a fare attività sportiva devo pensare a qualcosa d’altro. Fu così che passati i quaranta mi feci una promessa “quando avrò 50 anni andrò a correre la maratona di New York”. Le solite promesse buttate lì, perché tanto sai che non si avvereranno mai. Come quella che con la compagnia di amici di quel tempo facemmo, “andare a festeggiare il capodanno del 2000 a Bali”. Ovviamente poi mai realizzata. Il tempo passa e dalla panchina mi trovo a diventare allenatore, alla “Oronzo Canà” di una squadra di scalcinati colleghi e amici. Nella veste di allenatore e qualche volta giocatore ci stavo bene. Inevitabilmente il mezzo secolo di vita inizia ad intravedersi all’orizzonte e contemporaneamente ritorna alla mente la promessa fattami per i miei cinquanta. A quel tempo oltre all’attività da “Oronzo Canà” iniziavo a correre per puro piacere. L’intenzione era quella di avere una alternativa avviata nel momento in cui la carta d’identità avrebbe sentenziato che il tempo del pallone fosse giunto al termine. Poi i cinquanta iniziarono a essere sempre più vicini e quella promessa fattami mi tornava sempre più frequentemente in mente. Che fare? Iniziai a documentarmi, a leggere, guardare video, filmati. Vedevo solo gente che correva. “Ma non cammina nessuno?” mi domandavo. Ero seriamente preoccupato. Poi finalmente trovai video e filmati dove c’era anche gente che camminava, e mi tranquillizzai. A quel punto decisi che si poteva fare, studiai chi contattare, come fare e mi organizzai. New York un anno prima dei cinquanta era diventata realtà. Scoprii il mondo delle tapasciate domenicali e ne diventai attivo frequentatore. Piano piano iniziai a realizzare l’importanza dei lunghi, delle ripetute e mi adeguai. Di necessità virtù. Ma però pensai anche, “Vado dall’altra parte del mondo senza provarne una qui a casa?” Così la prima fu Roma, marzo 2007. Poi novembre 2007 New York. Nel mezzo in agosto i cinquanta. Fatte queste poi basta, la promessa sarà mantenuta. Arrivò il tempo di partire per Roma, con un solo lungo di 33 km nelle gambe.  E poi? “Sarà quel che sarà”. Ricordo che al mattino andai dall’ostello del Foro Italico, dove ero alloggiato, alla partenza in Autobus. Alla fermata conobbi un ragazzo portoghese che mi chiese informazioni su come arrivare alla partenza della maratona. Andammo insieme e chiacchierammo per tutto il tempo. Io ero alla mia prima e lui invece no. Arrivati ai camion dove si consegnano le sacche, io scoprii subito il mio, ovviamente uno degli ultimi. Ci salutammo. “Io sono arrivato” dissi, “Io no, devo andare avanti” Non ricordo il suo numero ma scoprii che era inferiore a 100. Era quindi un Top Runner. Poi la corsa, innumerevoli i ricordi. Uno su tutti. All’ultimo km, io ero oltre la frutta, il dolce e il caffè. Supporters ufficiali della corsa incitavano tutti a resistere, avevano cartelli che agitavano e indicavano “500 mt alla fine”, “200 mt alla fine”, “150 mt ancora e poi c’è il paradiso”. Il paradiso l’ho veramente trovato, ma per fortuna era sulla terra. Venne poi il tempo di New York. Non ero più in me, mi sembrava di essere spettatore del mio stesso film. Dal momento in cui sono salito sul pulman che mi portava alla partenza, la città vuota all’alba, Staten Island, la caserma, come vista più volte in numerosi film, un immenso spazio che accoglie la marea di partecipanti, la partenza, il ponte di Verrazzano, Brooklyn, Queens, Bronx e Manhattan e la gente. Dovevo dire basta alle maratone, la promessa era stata mantenuta, ma è andata diversamente. A Roma ci sono ritornato altre 6 volte di seguito, negli anni mi sono divertito ad andare più volte all’estero. Il binomio vacanza più maratona funzionava bene. Poi un anno in treno di ritorno da Roma l’incontro con due QDR, Emilio e Alvaro. La piacevole chiacchierata per tutta la durata del viaggio e la promessa di reincontrarsi alle tapasciate domenicali. Il seguito di questa storia molti la conoscono e altri forse, l’hanno sentita narrare. A volte in questi ultimi anni mi sono domandato come e se questa avventura sarebbe mai arrivata al suo naturale termine. E arrivò Abbiategrasso il 9 febbraio 2020, ultima corsa insieme ai QDR. Il week end successivo il 16 febbraio 2020 in solitaria a Dorno mentre il gruppo compatto era a Bergamo. Tutti ignari o forse preoccupati di ciò che stava per accadere.

Poi la pandemia, con una manata, spazza via tutto. Niente è più come prima.

NON SAPPIAMO QUANDO RITORNEREMO A CORRERE IN GRUPPO, MA QUANDO TORNEREMO SAREMO ANCORA PIU' FORTI

Come in una lapide, questo è quanto scritto da Emilio sul sito QDR.

 

Sono passati due anni, lentamente i QDR si sono rialzati, stanno cercando di riprendersi il tempo perduto, ma siamo tutti più grandi, o forse più vecchi. E siamo arrivati alla Barchi Fano, 8 maggio 2022, riuscirà il piccolo gruppetto a riprendersi per un giorno la scena?

Il week end è come di consueto anticipato da sottoscritto per organizzare al meglio il soggiorno degli ospiti. Pianificata la serata del sabato e della domenica sera. Mobilitate tutte le sorelle di Maria. Da non confondere, non sono sorelle uscite da un convento ma trattasi del ramo femminile della mia famiglia qui a Urbania. E la cena del sabato sera, che scorre piacevolmente, distoglie i QDR dai pensieri ante maratona.

Domenica mattina. Ci siamo si va a Barchi. Vestizione, consegna borse, foto di rito. Graziano poco prima della partenza mi confessa che ha un piccolo fastidio vicino al ginocchio. Incrociamo le dita e confidiamo vada tutto bene. Allineamento alla partenza per l’attesa del via con il colpo di bombarda. Scomparsi immediatamente Carlo e Beatrice, restiamo io Emilio e Graziano che nel giro di un km ci separiamo. Emilio e Graziano insieme nelle retrovie ed io che inizio la mia solitaria maratona. Tutto bene, le gambe girano lente come un motore diesel, e non si fermano. Inizio cosi a gustarmi km dopo km questa avventura. Piacevolissime le discese. Le salite invece affrontate con sorprendente tranquillità. Ambulanze e furgoni per recupero atleti ritirati, sembrano avvoltoi che continuamente sorvolano il percorso in attesa di una preda da ghermire. Un episodio divertente che merita di essere raccontato. Verso i 33 km si incomincia a cedere e si cammina, al mio fianco un altro che cammina. Di fronte a noi una mamma con bambino camminano in senso inverso. Il bambino ci guarda e poi rivolgendosi alla mamma dice “ma perché questi camminano e non corrono come gli altri?” Ebbene lo confesso, mi sono sentito una merda e ho ricominciato subito faticosamente a correre. “30 km con las piernas”, “10 km con la cabeza”, “2 km con el corazòn” e “195 metros con làgrimas en los ojos”. Dopo i 30 ho cercato di usare la cabeza, poi il corazòn, ero sulla banchina al porto, e li ho maturato un’idea, folle. Può essere che questa sia l’ultima, quindi mi voglio togliere una soddisfazione. Quado arrivo a circa 500 metri dall’arrivo mi fermo, mi tolgo scarpe e calze e scarpe in mano, làgrimas en los ojos andiamo alla fine. Bene, detto fatto, scelgo il punto dove togliermi le scarpe, mi osserva un vecchietto del servizio d’ordine che mi dice “va che più in la c’è un pò de breccia” e di rimando io “ma sarà sol un pestin”. Purtroppo non erano solo un pezzettino ma circa 300 metri. Così saltando come un grillo a destra e sinistra guardando dove c’era meno brecciolino, scarpe in mano, e ridendo come un matto vado avanti. C’era un fotografo che cercava di farmi una foto, io saltellavo qui e là e lui continuava a spostare la macchina fotografica a destra e sinistra per cercare di inquadrarmi. Continuando a ridere come un matto arrivo agli ultimi 200 metri, terreno liscio e infine il tappeto rosso. Mai fine fu più dolce di questa che potrebbe essere l’ultima. Dove ho trovato la forza per fare questo onestamente non lo so. Era forse follia? È arrivato dunque il tempo di mantenere la promessa fatta a me stesso tempo fa?   Poi all’arrivo ho visto Graziano e ho subito compreso quello che gli era successo. Sono molto dispiaciuto per lui, decidere di fermarsi è sempre una scelta sofferta, e merita rispetto. Non vederlo con la medaglia al collo come tutti noi mi rattrista molto, ma sono certo che saprà riprendersi alla grande. Graziano è tosto, non mollerà, sa come ci si rialza. Poi tutti insieme, io Graziano, Beatrice e Carlo attendiamo l’arrivo di Emilio.                       

E ora la festa. “El Pignatin” ci attende. A seguire passeggiata notturna per i vicoli bui di Urbania a chiusura di un week end che mi auguro resti tra i piacevoli ricordi di tutti i partecipanti. Un abbraccio. Lamberto QDR

 

(2)  La mia 40a maratona, la quarta a Barchi-Fano ... IN PREPARAZIONE ....  Emilio QDR


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